Arredativo Design Magazine

NEURAL MIRROR – un’installazione a cura di Ultravioletto per la Fondazione Carla Fendi

SPOLETO 2019

Nella splendida cornice della ex Chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro di Spoleto, affacciata sulla centralissima Piazza del Duomo, l’installazione Neural Mirrorporta tecnologia e innovazione nel campo dell’arte. A cura dello studio di interaction design Ultravioletto (ultraviolet.to), il progetto, pioniere nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e della robotica, è promosso dalla Fondazione Carla Fendi in occasione del Festival dei 2Mondi di Spoleto.

L’evento, giunto alla 62a edizione, continua a essere uno degli appuntamenti culturali più importanti a livello mondiale, con un programma che abbraccia l’arte a 360°. In questo contesto, Ultravioletto, in sinergia con la Fondazione presieduta da Maria Teresa Venturini Fendi, propone una riflessione sulle nuove tecnologie che domineranno il futuro e con le quali l’uomo è chiamato già oggi a confrontarsi, individuandone i privilegi e le opportunità, ma anche i rischi.

La percezione è uno degli aspetti fondamentali nell’ambito di ricerca dell’interazione uomo-robot: l’Intelligenza Artificiale, infatti, mira a replicare il grado di perfezione con cui la mente umana funziona. Reattiva all’ambiente che la circonda, rileva gli stimoli, decodifica le emozioni, riconosce le generalità delle persone che si trovano nel suo raggio d’azione.

Il progetto si concentra sul riflesso visivo. Quali sono le caratteristiche degli oggetti animati e inanimati presenti nello spazio, come interagiscono e quali relazioni semantiche innescano, sono solo alcuni degli aspetti che indaga.

Neural Mirror è un’installazione interattiva in cui l’Intelligenza Artificiale è protagonista. Un’interfaccia specchiante senziente che percepisce, interpreta e rielabora l’immagine di chi la osserva”, raccontano i designer.

In un ambiente immersivo in continua evoluzione, il visitatore, posto davanti a interfacce a specchio, viene scansionato e trasformato in una nuvola di punti tramite un algoritmo. Sesso, caratteristiche fisiche, stati emozionali, riferimenti demografici, il corpo fisico si traduce in un flusso di informazioni rielaborate in tempo reale dall’A.I.

Simile a una sorta di identikit virtuale, la combinazione di dati fisici e aspetti emozionali, viene trasmessa dall’intelligenza artificiale alla scrittura tramite la stampa, per mezzo di plotter progettati ad hoc che operano come “amanuensi computerizzati”. Da soggetto biologico ad alter ego digitale, l’io trasfigurato del visitatore torna a farsi concreto nella tangibilità del segno grafico, in un’esperienza che fonde materialità e astrazione.